Allestimento
 

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Introduzione

L'allestimento dell'impianto elettrico (wiring) richiede un'impostazione il più possibile razionale per controllarne senza fatica il funzionamento corretto e per semplificare le attività di manutenzione in caso di problemi. Innanzitutto occorre distinguere tra controllo centralizzato e controllo locale. Si è voluto gestire la linea come un insieme di queste due possibilità. Localmente ogni stazione minore ha la sua gestione indipendente. Il software gestisce le comunicazioni tra le stazioni. Per quanto riguarda il controllo centralizzato, il wiring si riduce a due spine dorsali principali (bus):

  1. alimentazione della linea;
  2. alimentazione dei segnali e dei deviatoi.

Per quanto riguarda il controllo locale segnalo in particolare la gestione degli itinerari nella stazione di Barzio con l'utilizzo della tradizionale matrice di diodi.


Alimentazione della linea

Per le ragioni esposte nei capitoli precedenti, appare chiaro che la linea è sezionata in tratte. Alcune di esse sono associate a un dispositivo di riconoscimento di occupazione (detector) della tratta stessa. Lo schema che segue prevede il funzionamento analogico delle locomotive:

Si noti che le tratte senza detector richiedono l'inserimento di una coppia di diodi. L'alimentazione in alternata è in questo caso necessaria e un polo dell'alternata è connesso a uno della continua. Molto più semplice sarà lo schema in caso di alimentazione digitale della linea:

In ogni caso il detector 43400 della Uhlenbrock eccita due coppie di contatti. Ad una di esse possiamo collegare una spia di controllo, per il secondo contatto chiudiamo gli ingressi del modulo di retroazione. In questo modo il software potrà verificare l'occupazione di una sezione e comportarsi di conseguenza. La foto che segue illustra la realizzazione della scatola principale che contiene i detector e uno dei moduli di retroazione adottati:

Nella parte alta dello sportello aperto si intravvedono i led di controllo dell'occupazione di binario. Ogni sezione è numerata e colorata. Le sezioni 10, 11 e 12 non hanno il dispositivo e sotto i loro indicatori ci sono le coppie di diodi come da schema. I relé posti nella parte bassa dello sportello recano un'etichetta con l'indirizzo assegnato e sono connessi a decoder che per alcune sezioni prevedono al interruzione di alimentazione (1, 3, 4, 7 e 8): in questi casi sopra il detector è posto un mammut a due contatti per l'interruzione della sezione stessa. E' in programma l'adeguamento del complesso con un numero di interruttori necessari per permettere il funzionamento in alternativa del comando digitale. Le coppie di jack rossi infatti permettono l'ingresso di alimentazioni alternative e una di queste potrebbe benissimo essere prelevata dalla centralina stessa.


Alimentazione dei segnali e dei deviatoi

La seconda spina dorsale dell'impianto è costituita da un vero bus che corre lungo il tracciato. Ad esso si innestano i decoder disposti nell'ordine in modo da ridurre al minimo la lunghezza dei collegamenti. Lo schema di massima originario è il seguente:

L'alimentazione dei motori sottoplancia è stata realizzata in modo differente dallo schema illustrato. Impiegando i Tortoise, tutti i motori sono controllati dal convertitore ac-dc articolo PS-2A sempre della Circuitron:

Esso è più affidabile dei ponti raddrizzatori, permette un livello di uscita regolare e controlla tutti i deviatoi. Lo schema diventa pertanto il seguente:

 

Inizialmente non esistevano decoder di piccole dimensioni e di comando singolo come quelli di oggi, mentre erano a disposizione decoder più voluminosi con quattro uscite (Modeltreno articoli 66001 e 66004 ed Essemme articolo 3256). Per questa ragione inizialmente ho pensato di creare delle schede con i decoder e gli eventuali quattro relé associati da disporre lungo la linea. Per prima cosa occorre un supporto e dei connettori che stringono le schede e permettono il contatto elettrico stabile:

La piastra ramata va tagliata e sagomata in modo da far corrispondere i contatti necessari. Secondo lo schema illustrato in precedenza i poli sono sei: due per l'alimentazione alternata power e due per quella light. La foto che segue mostra l'installazione di una di queste schede con i cavi non ancora definitivi:

Sull'altro lato della scheda sono posti i relé saldati ai contatti di rame che si vedono connessi a loro volta al decoder. In realtà sono state collegate due sole schede di questo tipo al bus, comandando i due gruppi di quattro deviatoi principali ai due lati della stazione di Introbio. Come detto, nel frattempo sono usciti in commercio dei dispositivi più comodi, e pertanto al bus digitale si connettono direttamente questi decoder. Stesso discorso vale per i decoder degli istrumenti di blocco, che possono essere comodamente posti nelle scatolette:

 


Gestione locale

Come detto, ogni stazione minore è gestita localmente. Nel caso di Taceno ci si è limitati a comporre un controllo di tipo vintage, ispirato ai comandi prodotti dalla Fleischmann negli anni '60, collocato su un carrello a rotelle:

Più interessante tecnicamente è la soluzione adottata per Barzio, dove gli itinerari possibili sono gestiti da una matrice di diodi:

I gruppi di relé comandano distintamente i deviatoi (anche in questo caso i Tortoise, quindi i relé invertono le polarità) e le sezioni. Il terzo blocco sulla destra alimenta i led indicatori dell'itinerario scelto. Dalla griglia si deducono le nove connessioni in rame, una per ogni itinerario previsto. Un selettore associato a un pulsante di conferma renderà attivo un itinerario alla volta:

Il sovraccarico determinato dal contemporaneo scatto di più relé e relativo movimento dei motori è controllato dallo Snapper della Circuitron (articolo 5303) che con un condensatore scarica un adeguato ammontare di corrente quando si preme il pulsante di conferma:

Il quadro complessivo si mostra così:

   

Gli interruttori posti a sinistra dei binari terminali servono per togliere la corrente all'estremità di essi permettendo così di ricoverare le locomotive a comando analogico.

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