Per quanto riguarda l’alimentazione da adottare, vale una
prima considerazione. Alle nostre collezioni di modelli e a quelle di nostri
eventuali ospiti possono appartenere pezzi pregiati e datati. Ragionevolmente
non si vuole toccarli aggiungendo un decoder al loro interno, pregiudicando la
loro integrità in caso di valutazione economica di pezzo da collezione.
D’altra parte, i decoder per locomotive hanno raggiunto livelli di
sofisticatezza assoluta.
In più, con il dispositivo LocoSound e simili abbiamo di fatto un valore
aggiunto fino a poco tempo fa impensabile. Allora, la soluzione non può essere
che una, predisporre l’impianto atto a funzionare con entrambi i sistemi.
In seconda battuta, l’intenzione è quella di alimentare il nostro impianto in
modo da permettere la circolazione di più treni contemporaneamente.
La soluzione digitale spazza via ogni complicazione, poiché le locomotive sono
comandate singolarmente e il binario fa da bus digitale oltre che da
alimentazione. Ogni macchinista può avere a disposizione un regolatore proprio
connesso alla centralina (oggi è possibile anche fare a meno di cavi di
comunicazione).
In questo modo il macchinista può manovrare la locomotiva lungo tutto il
percorso assegnato.
Noi però vogliamo poter comandare più treni anche in analogico, quindi le cose
si complicano.
Come dovrebbe comportarsi allora un sistema tale da permettere
il funzionamento di locomotive analogiche e digitali e funzionanti
contemporaneamente?
Andiamo per gradi. Partiano da un esempio semplificato, ma realistico. Ci
troviamo con una linea che presenta alcune diramazioni. Come elementi mobili di
tale impianto si notino le undici luci dei segnali (s1..sb) e i tre deviatoi
(d1..d3):

Sui binari sono fermi i treni t1 e t2. L’orario prevede che il
treno t1 vada ora dal punto 1 al 4. Si predispone l’itinerario che comporta il
mettere al verde le luci s1, s6 e s7; i deviatoi d1 e d3 vanno orientati in
posizione deviata (o rovescia):

Il treno t1 può percorrere senza pericolo la sua linea perché il
treno t2 è bloccato dal segnale sb disposto al rosso. Durante il tragitto del
treno t1, il treno t2 può però muoversi lungo la linea fino al segnale sb e
quindi se sono presenti deviatoi secondari che insistono su questa tratta può
effettuare per esempio delle manovre.
Arrivato t1 a destinazione, è ora la volta di t2 che deve recarsi dal punto 6 al
punto 2.
Si predispone l’itinerario che comporta il mettere al verde le luci sb ed s3; il
solo deviatoio d2 va orientato in posizione rovescia:

Si noti che la tratta centrale della linea (3) e i deviatoi d1 e
d2 sono impegnati da entrambi i percorsi. Per poter gestire questa situazione
occorrono due macchinisti, ciascuno con la sua cabina (marcate A e B). La
gestione diventa possibile se sezioniamo il tracciato (nei punti evidenziati dai
quadratini rossi nello schema). Per predisporre modellisticamente gli itinerari
occorre pertanto aggiungere un’altra serie di oggetti da pilotare oltre i
deviatoi e i segnali, cioè le sezioni.
La predisposizione dell’itinerario nel primo caso descritto sopra si riassume
così:
|
sez |
sez |
sez |
sez |
sez |
sez |
dev |
dev |
dev |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
|
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
1 |
2 |
3 |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
a |
b |
|
A |
0 |
A |
A |
0 |
B |
R |
N |
R |
V |
R |
R |
R |
R |
V |
V |
R |
R |
R |
R |
Nel secondo percorso diventa la seguente:
|
sez |
sez |
sez |
sez |
sez |
sez |
dev |
dev |
dev |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
s |
|
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
1 |
2 |
3 |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
a |
b |
|
0 |
B |
B |
A |
0 |
B |
N |
R |
N |
R |
R |
V |
R |
R |
R |
R |
R |
R |
R |
V |
Lo schema che segue per semplicità mostra un solo cavo connesso ad ogni cabina, ma si tratta ovviamente di un doppino e i sei deviatori (uno per sezione) sono doppi:

Predisposto il primo itinerario descritto il macchinista A
percorrerà la sua linea senza soluzione di continuità trovando le sezioni
alimentate correttamente.
Alla luce di quanto descritto, definiamo allora tre condizioni:
1. occorre sezionare il tracciato;
2. in ogni singola sezione può circolare un solo treno alla volta;
3. occorrono tante cabine quanti sono i treni che vogliamo fare circolare
contemporaneamente.
Si è arrivati a questa soluzione tanti anni fa in America. In Italia abbiamo
avuto il maestro Italo Briano che una quarantina di anni fa nel suo manuale
‘L’elettricità nei plastici’ a pagina 29 presentava gli schemi seguenti:

Gli schemi 14 e 15 sono analoghi tra di loro, il secondo è una
generalizzazione del primo, abbiamo una sola alimentazione per più sezioni. Ogni
tratta è alimentata se si chiude l’interruttore corrispondente. Rispetto a
quanto detto sopra c’è una differenza: gli schemi 14 e 15 non permetterebbero
manovre al treno t2 mentre t1 è in marcia (si muoverebbero entrambi insieme).
Lo schema 16 prospetta invece una soluzione più onerosa, ma che permette
movimenti contemporanei e indipendenti. Si verifica però il problema del
passaggio da una sezione alla successiva. Occorre infatti che la polarità delle
due alimentazioni contigue sia omogenea per evitare corti circuiti e il blocco
del sistema. Il macchinista inoltre è costretto a cambiare cabina passando da
una sezione all’altra.
La soluzione americana
La soluzione americana di interporre un deviatore tra sezione e cabine è stata
proposta in prima istanza da Bruce Chubb nel suo manuale-caposaldo ‘Build your
own universal computer interface’ dove alla pagina 232 troviamo lo schema
seguente:

Per semplicità, nello schema abbiamo due sole cabine.
Il deviatore oer ogni sezione ha anche la posizione neutra.
Lo schema è complicato dalla presenza dei rilevatori di occupazione (detectors) di ogni tratta (block)
e al blocco 4 è stato aggiunto un invertitore di polarità (per esemplificare il
caso del circuito ‘a racchetta’).
Nulla ci impedisce di concepire la cab.A del nostro schema funzionante in
digitale, mentre la cab.B può essere analogica. Non basta. A sua volta la
regolazione analogica può essere almeno di due tipi:
1. tradizionale, con la tensione proporzionale alla velocità angolare dei
motori;
2. elettronica, ad onda parzializzata, con la tensione sempre massima al
binario, e variazione della frequenza di impulso.
Non tutti i tipi di motori in commercio funzionano correttamente sotto entrambi
i sistemi. Pertanto lo schema precedente si amplia aggiungendo un'altra
alimentazione analogica. Il deviatore diventa un commutatore a rotazione, sempre
bipolare. In genere questi dispositivi hanno 12 contatti, pertanto, lavorando in
bipolare possiamo avere fino a sei alimentazioni differenti. La singola sezione
si connette allora come segue alle tre cabine predisposte:

Le cabine allora si differenziano anche per il tipo di alimentazione.
In un mio plastico precedente avevo approntato questo sistema. Dalla foto,
seppure sfuocata, si nota nella parte destra 17 selettori a più posizioni, uno
per ogni tratta del tracciato:

Gli schemi al centro del quadro sotto il sinottico riepilogavano le posizioni
dei selettori nei casi d’uso più frequenti. Quale è la complicazione di un
sistema del genere? Si perde un sacco di tempo a ruotare i selettori. E’
un’attività poco realistica, che richiede un operatore che passa il suo tempo a
predisporre i tracciati per i macchinisti.
Bruce Chubb supera il problema delegando la selezione delle cabine a un
programma di computer. In base al contesto, occupazione dei binari, stato dei
segnali e posizione dei deviatoi, il programma assegna automaticamente le cabine
alle tratte eliminando l’operazione manuale.
Ogni tratta è connessa a una scheda particolare contenente sette relé dei quali
in alternativa uno solo è attivo; ad ogni relé e collegata una cabina, pertanto
ogni tratta può essere alimentata da una sola tra sette possibili cabine alla
volta:
Per l’impianto attuale non ho adottato una soluzione così radicale e ho
preferito delegare al computer altre importanti funzioni descritte in queste
pagine.
Ho suddiviso l’impianto attuale in 6 grandi sezioni, delle quali la principale è
sua volta suddivisa in sottosezioni (analizzeremo questa sezione in dettaglio
nella pagina dedicata agli automatismi). Solo la sezione principale è destinata
anche al controllo digitale. Lo schema è stato sviluppato secondo il percorso da
punto a punto, ma la sezione principale è in realtà un grande ovale (7.00x2.50
m), con la stazione su un lato lungo.
La soluzione permette agli operatori locali di manovrare, mentre in linea
possono circolare uno o più treni secondo l’orario. Per questa soluzione non si
ricorre al software, è sufficiente collocare i selettori di cabina nei posti
opportuni del tracciato. I selettori di Barzio e Ballabio possono attribuire
alla sezione anche la cabina reciproca.

Taceno
A Taceno, la seconda levetta da sinistra ci permette di commutare l’alimentazione della stazione in alternativa tra l’alimentatore tradizionale analogico Fleischmann 6755 e l’alimentazione generale della linea, il walk-around memory throttle o wamt (descritto più avanti):
Introbio e Pasturo
Nel caso di Introbio e Pasturo abbiamo l’alimentazione locale
che serve anche lo scalo merci antistante la stazione funzionante a onda parzializzata.
Il selettore a sinistra nella foto ci permette di comandare la tratta con la
cabina associata all’alimentazione generale (in questo caso abbiamo attivo il
sistema wamt descritto più avanti, visibile a destra nella foto):
Barzio
A Barzio la situazione è analoga a quella di Introbio, ma la cabina locale (pure
a onda parzializzata) è fissa per via dello spazio a disposizione; si noti in
alto a sinistra il commutatore per assegnare l’alimentazione generale:
Ballabio
Per Ballabio l’impianto è ancora in costruzione. In ogni modo, il selettore di
Barzio andrà modificato con un commutatore rotante a tre posizioni.
Sarà infatti possibile comandare la linea anche da Ballabio, qualora l’operatore
delle due stazioni sia uno solo. Vale anche il contrario, da Barzio si potrà
pilotare il treno fino a Ballabio con la cabina locale.
Focalizziamo l’attenzione sulle varie cabine presenti nell’impianto essendo
eterogeneo il loro modo di funzionare.
Alimentazione analogica proporzionale
Per quanto riguarda l’alimentazione tramite alimentatore-raddrizzatore
Fleischmann c’è poco da dire trattandosi della soluzione più tradizionale in
commercio: al secondario del trasformatore si connette il ponte raddrizzatore da
cui esce corrente continua e un potenziometro la regola ai binari. A valle del
potenziometro è collocato un deviatore bipolare per l’inversione di marcia dei
treni. Nel caso Fleischmann, in realtà l’inversione avviene tramite manopola con
lo zero centrale, ma è lo stesso:

Alimentazione a impulsi variabili
Più interessanti sono le tre cabine ‘ad onda parzializzata’ o ‘a impulsi
variabili di ampiezza’ che dir si voglia. Il circuito elettronico associato è
uguale per tutte e tre e deriva da un progetto classico pubblicato negli anni
ottanta:

Esso è affidabilissimo e i minimi sono vertiginosi, ottimi per le manovre. Una
caratteristica interessante è che l’inversione di marcia non ha effetto se non
si ruota la manopola allo zero; in tal modo i motori sono preservati dal subire
inversioni di tensione improvvise. Il circuito controlla ovviamente anche i
sovraccarichi e i corti. Permane il ronzio a macchina ferma, e non tutti i
motori presenti nelle locomotive lo sopportano (in passato ho bruciato il motore
di un 218.6000 della Brawa). Le tre schede ramate sono state riprodotte e tutti i
componenti sono stati montati dal mio amico Lorenzo Vittor.
Walk around memory throttle (wamt)
Il sistema wamt è una classica soluzione americana. Il sistema scelto è uno dei
tanti prodotti in commercio di questo genere. La ditta che lo commercializza si
chiama GML Enterprises e si possono ordinare i suoi prodotti direttamente in
rete:
http://www.thegmlenterprises.com/
La caratteristica fondamentale sta nella guida dolcissima dei treni, dalla
frenatura e dall’avviamento dilazionabili, ma soprattutto dal fatto che
l’operatore può staccare fisicamente la presa della cabina e il treno non si
ferma, ma mantiene l’impostazione assegnata. L’operatore si muove lungo il
plastico e può reinserire lo spinotto in un’altra presa per riprendere il
controllo del mezzo.
I componenti principali sono la scheda di gestione con l’interruttore generale e
la cabina con la manopola, il regolatore del ritardo, il blocco freno e
l’invertitore di marcia:

Lungo il plastico ho installato il cavo tripolare con 4 jack femmina (cavo e
spinotti sono forniti dalla stessa ditta).